
Italiano: Grillo (Photo credit: Wikipedia)
Ma cosa vuoi che sia la disoccupazione record, le famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, le coppie che non possono permettersi un affitto (non parliamo di un figlio), i tagli sempre più drammatici alla scuola, la distruzione lenta ma sistematica della sanità pubblica. I politici italiani, smettono per un attimo di far finta di combattersi fra loro e, destra e sinistra unite, individuano la vera priorità di questa legislatura: mettere il bavaglio al Web.
Ha iniziato un insospettabile, l’onorevole Boldrini, magari anche per motivi legittimi e forse non comprendendo bene come le sue proteste potessero essere strumentalizzate (voglio pensare bene, se non si pensa bene di una con la sua storia, davvero, di chi ci si può fidare?), poi sono scesi in campo i soliti noti.
Ora, io capisco che sentirsi alitare sul muso tutto il disprezzo che tante persone sentono per una categoria percepita come composta in larga misura di opportunisti, possa dare fastidio. Anche se non aiuta certo a stemperare quest’impressione popolare il fatto che siano stati eletti come sottosegretari individui che tali sono per loro stessa ammissione.
Quello che non capisco è cosa, togliendo ai cittadini anche questa piccola, infinitesima possibilità di manifestare il proprio scontento, sperino di ottenere.
Non serve un genio per capire che negando un problema questo non si risolve da solo. E che il Web, fatta la tara dei soliti imbecilli, canalizza un disagio che ha tutte le ragioni di esistere. E che senza questo sfogo è destinato ad ingrossarsi ancora più velocemente e prima o poi ad esplodere.
Quindi, un’ipotetica “pulizia etnica” del social web sarebbe una mossa che aumenterebbe le tensioni invece di allentarle.
Possibile che i politici siano così ottusi da non averlo capito? Dato che, purtroppo, temo che stupidi non lo siano affatto, l’unica alternativa che mi viene in mente, è che abbiano paura.
Di cosa? Del fatto che lo scontento, attraverso la presa di coscienza resa possibile dai social media (qualcuno a questo proposito ha coniato il termine “mediated crowd“) si coaguli, favorendo magari la nascita di soggetti politici alternativi a quelli esistenti o l’espansione di quelli già nati.
Grillo, certo, ma non solo.
Esiste, e la manifestazione Cgil di ieri lo ha dimostrato, lo spazio per il convergere di attori di varia provenienza attorno a temi che paiono ignorati o sottostimati dall’agenda politica ufficiale.
Una possibilità che gli attuali personaggi dell’establishment paventano molto più della crisi economica, che a loro non tocca direttamente. Dunque bisogna reprimere il Web (e magari, già che ci si è, fare una bella legge per impedire il presentarsi alle elezioni di movimenti come quello cinque stelle).
Cari partiti, a nome di una generazione semi-distrutta e già ampiamento sotto-rappresentata in un paese che assomiglia sempre più a una nazione del Terzo Mondo, voglio dirvi grazie. Di tutto.